L’angelo del Focolare
Febbraio 17, 2008 di kotekino
Milano, 21. Gennaio 2008. “Oggi lonza di maiale alla birra. La lonza, di per sè, è una carne molto asciutta… sicchè la sto affogando nella Pilsner Urquell, dopo averla dorata con olio, poco burro assieme a cipolla, alloro, rosmarino, pepe nero in grani, ginepro, pepe nero macinato e sale…” così, con stile asciutto ed efficace, declama dalle sue pagine colei che, secondo la rivista Fortune nel suo primo numero di gennaio, incarna alla perfezione il nuovo mito della donna moderna europea: Chicca, l’Azdora Romagnola. E’ proprio Fortune a portare alla definitiva ribalta il personaggio, la cui notorietà è cresciuta nell’arco dell’anno con le frequenti e sempre acute partecipazioni al portale di divulgazione mondiale Pinguini nel Salotto (di cui abbiamo dato ampio resoconto da queste pagine, con l’intervista al fondatore Luca XX Ventimiglia) e, soprattutto, con la fondazione del nuovo portale Maialini Alla Birra nel Salotto (sempre della xxmiglia network) di cui, si dice, sia stata nientemeno che la musa ispiratrice e di cui, senza dubbio alcuno, incarna alla perfezione il ruolo di angelo del focolare: è proprio da queste pagine che il suo talento culinario si esprime ai massimi livelli (celebre la sua conversione del noto maiale alla birra in cous cous) allietando la presenza delle numerose voraci personalità che nei Maialini stanno anch’esse costruendo la propria fortuna.
Cedo alla tentazione di sbirciare tra i battenti della porta che separa il salone, dove sono in attesa prima dell’intervista, con la grande cucina in cui sento spadellare la nostra celebre ospite e, tra bagliori di rame e stagno come si conviene alle pentole di uno chef di tale levatura, la scorgo di trequarti in tenuta da lavoro, munita dell’immancabile mattarello, muoversi con levità sul grande banco lavoro dove, presumo, vengono alla luce i suoi celebri capolavori; mi ritraggo per discrezione in attesa dell’ora convenuta quando, passati pochi minuti, come per magia mi si para d’innanzi impeccabile ed elegante (quel tipo sobrio di eleganza non affettata, un po’ retrò come si conviene al personaggio) e con un gran sorriso mi fa cenno di seguirla nel salotto dove si svolgerà la conversazione.
Allora Sig.na Chicca, che effetto le fa vedersi catapultata nella notorietà da un giorno all’altro? Si sente un po’ la Scarlett Johansson della blogsfera? Mah… Non per vantarmi, ma mi sento più l’Antonella Clerici della blogsfera… peccato per le forme… troppo secca, quella ragazza… poi, sa, io sono una ragazza semplice, dai vecchi valori… la notorietà non mi ha cambiata di una sverza.. A proposito… mi ha fatto venire in mente che nel menù di stasera potrei mettere le verze stufate con uvette, capperi, aglio e pinoli…
Ci sveli dunque il mistero che avvolge la nascita dei Maialini. E’ vera la voce secondo cui lei sia addirittura la musa ispiratrice del progetto? Ci racconti come è andata veramente… Mah… sa… noi angeli del focolare ci sentiamo sempre responsabili per il benessere dei nostri cari. E i nostri cari rispondono al nostro affetto alimentare come meglio possono. Io mi sono limitata a stimolare l’appetito e stuzzicare le fauci dei nostri aitanti e robusti giovani. E quindi han pensato bene di darmi notorietà.. cosa che non avevo richiesto, anzi, a essere sincera un po’ mi pesa… ma lo sa che da quando sono nati i maialini nel salotto il mio ristorante tipico si sta trasformando in un locale alla moda? Ma pensa te! E magari adesso vorranno prelibatezze e stuzzichini macrobiotici, macrobiotici o quel che è… ma rimarranno delusi… il piatto forte rimangono sempre gli strozzapreti al ragù e la grigliata di castrato…
Lei è celebre per le sue mai celate passioni per il maiale e per le scarpe. Esiste una connessione tra le due? Oh.. se sapesse… un paio di scarpe nuove equivale a una ricetta nuova… peccato avere così poche scarpe… a volte mi diverto a cucinare con i tacchi alti, con gli stivali, con le ciabatte.. ma sa che i piatti acquistano un altro sentore? Un po’ come il realismo magico di Dolce come il cioccolato, di Laura Esquivel.. solo che a dar sapore ai miei cibi non sono i miei sentimenti ma le scarpe che indosso… ah, ma è solo una questione psicologica, eh! Lo scriva, che sennò mi mandano la ASL al ristorante!
Nei suoi interventi lei è spesso impegnata sul fronte della cultura e dell’arte. La sua cucina è arte? Certamente sì. Proprio adesso sto meditando di coinvolgere grandi disegnatori per dipingere i miei manicaretti! Ma lo sa che anche Renoir dipingeva frutta e verdura per un suo committente? Lui era un vero gourmandise, e commissionava al pittore quadri di alimenti da mettere in cucina, così le cuoche si sarebbero ricordate di cucinare, chessò, gli asparagi, più spesso…
Spesso le viene rimproverato il fatto che, all’interno della stretta cerchia dei suoi collaboratori dei Pinguini e dei Maialini, nessuno abbia mai avuto l’onore di assaggiare una suo piatto. E’ una scelta o rimedierà? Mah… è che c’è una cosa per un suo tempo e un tempo per ogni cosa. O era il contrario? E poi si sa che l’attesa stuzzica il desiderio. Spero solo che non si creino troppe aspettative. Alla fine sono semrpe la solita ragazza di campagna. Qualche secondo di pausa e prosegue, forse notando la mia espressione che tradisce una certa aspettativa… Tra l’altro preciso che la Pilsner Urquell è troppo amara per farci il maiale. E la lonza è il pezzo più sbagliato, a meno che non la si faccia a fettine.
Che difficoltà si incontrano a condividere una sincera amicizia con qualcuno che ha dichiarato di essere vegetariano? Stiamo parlando di Lou, la parigina misteriosa con cui spesso condivide idee e pensieri su Pinguini e Maialini? Mah… nella vita, grazie al cielo, si fanno incontri che arricchiscono proprio per la diversità delle persone. Con l’amica Lou abbiamo comunque un sacco di passioni comuni, a partire dall’amore per le scarpe introvabili (siamo tutte e due ben dotate di piede da madre natura)… abbiamo condiviso gioie e dolori, dal nostro primo incontro in Università fino alla censura subita sul forum del covodeglisbronzi.it per l’uso improprio e l’abuso delle parole shopping e smalto… Insomma: siamo legate ben oltre le nostre scelte alimentari.
Progetti per il futuro? Mah… il ristorante va bene, ma mi sento un po’ insoddisfatta lo stesso… magari penserò a un titolo di studio superiore, così, per soddisfazione personale, tanto non serve a molto… o magari aprire una catena dei miei ristoranti all’estero… chessò… in Svezia, in Giappone… e servire i passatelli o il pollo al limone o l’orzo con il cavolo nero a ignare popolazioni straniere. E magari, chessò, trovarmi un bello sventolone orientale o finnico… però anche Hugh Jackman mi va bene…
E così, con questa risposta inaspettata su un tema, quello sentimentale, che proprio lei mi aveva raccomandato di non affrontare pena un “no comment” su tutta la linea, termina la nostra intervista. Se Hugh Jackman o lo sventolone di cui sopra leggono queste righe… beh, si affrettino a non lasciarsi sfuggire la nostra ragazza di campagna: gli strozzapreti al ragù che ha insistito per farmi assaggiare uniti al suo conto in banca la rendono senz’altro quel che si definisce “un buon partito”.

Più guardo questi articoli e più mi convinco che siamo dei dementi… de he hi ho!
Vero? Però mi sono divertito un sacco…